Il Consiglio di borsa e la nascita di un mercato nazionale

Palazzo Mezzanotte. Il mercato dei premi al piano interrato, 1995 ca. (Archivio Borsa Italiana)La legge 2/1/1991 n.1, entrata in vigore il 1 gennaio 1992 diede inizio ad un periodo di intense trasformazioni del mercato.
I Comitati direttivi delle sedi di Borsa in Italia vennero sciolti e fu costituito a Milano il Consiglio di borsa con il compito di rappresentare tutte le componenti del mercato (Banca d’Italia, agenti di cambio, Sim, istituti di credito, Camere di commercio) e unificare le contrattazioni sul piano nazionale.
Gli agenti di cambio persero il monopolio dei contratti di borsa e fu prevista la costituzione di Società di intermediazione mobiliare (Sim) abilitate ad operare sia per conto terzi che in conto proprio. Agli agenti di cambio in attività fu consentito di scegliere se: associarsi tra colleghi e costituire una Sim, associarsi ad una Sim di matrice bancaria o proseguire nella professione. I concorsi per le nomine di nuovi agenti cessarono di essere banditi e la categoria fu messa ad esaurimento.
La legge impose anche la concentrazione degli scambi in borsa, non più in quanto luogo fisico ma come riunione virtuale degli operatori autorizzati alle contrattazioni.

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