Espansione e crisi tra le due guerre

Negli anni tra le due guerre i mercati di borsa italiani e quelli internazionali subirono forti oscillazioni con fasi di euforia rialzista e drammatici ribassi.
Alla fine della Prima guerra mondiale vi fu una forte ripresa dei corsi e dei volumi scambiati che durò sino alla crisi del ‘29. Con i primi anni ’30 l’intervento dello stato in salvataggio del sistema creditizio portò alla cancellazione dei titoli bancari dal listino che ricomparirono solo nel 1956 con la quotazione di Mediobanca. Nella seconda metà del decennio le necessità finanziarie del regime a causa delle spese militari drenarono molte risorse dal mercato azionario.
L’entrata in guerra e lo stato di emergenza portarono la nominatività obbligatoria dei titoli azionari. Dal 1942 al 1945 la Borsa continuò a funzionare in misura drasticamente ridotta, anche sotto i bombardamenti.

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