Il mercato

Torino, capitale politica del Regno d’Italia, non ne fu mai la capitale finanziaria. La Borsa di Genova, ufficialmente costituita nel 1855, funzionava da tempo con intensi traffici che superavano di molto le dimensioni della piazza torinese. Si consideri che nel 1847 un progetto di legge sulla mediazione fissava in dodici per Genova, sei per Torino e tre per Nizza il numero massimo di agenti di cambio: la legge non fu applicata ma la proporzione nel numero dei mediatori può fornire un’idea del rapporto dimensionale tra le tre piazze. Dal 1852 si istituì un servizio per la trasmissione celere dei corsi della Borsa di Parigi a Torino. Con il processo di industrializzazione crebbe l’importanza di Torino nel panorama economico italiano, anche se il ruolo di Genova come prima piazza finanziaria nazionale fu gradualmente assunto da Milano. La discreta rilevanza della piazza torinese nel secondo dopoguerra si fondò principalmente su due fattori: la forte capacità di investimento della comunità finanziaria locale e la presenza sul suo territorio di alcune tra le principali società quotate italiane.

L'istituzione
La Borsa di Torino venne istituita con un decreto...
Le sedi
Nel 1850 la sede delle riunioni della Borsa di...